Due mesi fa scrivevo di getto una lettera agli amici in ascolto. Scrivevo e chiedevo di non dimenticare.
Sergio
ci suggeri' allora di aspettare un mese e ricordare ancora. Io dissi che mi sarei ricordato.
Il foggiano mi ha ricordato dopo un mese e io ho riscritto per non dimenticare.
Dopo quello che sta succedendo in questi giorni mi sembra doveroso tornare a ricordare.
Io rileggo e ripubblico ancora una volta quello che avevo scritto.
A voi chiedo ancora una volta, se avete un blog, un forum, un bar, degli amici... passate parola. Creiamo uno tsunami di indignazione.
In questa campagna di indignazione popolar-calcistica siamo onorati di essere stati affiancati da:

Cari Amici di Sbontolo,
chi vi scrive non e' un grande appassionato di sport, non si e' emozionato alla vittoria dei mondiali e non capisce perche' certa gente si appassioni tanto a questo gioco.
Chi vi scrive da ragazzo ha assistito ad un paio di partite del torneo interregionale, piu' per passare un po' di tempo col padre che per vera passione sportiva. A quel tempo ha assistito con terrore a folle impazzite di tifosi che si scatenavano contro la polizia. Non si e' mai spiegato come si possa voler fare del male a propri coetani solo perche' vestono una divisa diversa dalla propria.
Chi vi scrive non capisce appieno questa passione, ma sa che gli amori sono irrazionali e non devono essere spiegati. L'amore per una squadra di calcio e' pur sempre un sentimento puro e altruistico e per tanto va rispettato.
Chi ci scrive lo fa per ricordare cosa sta succedendo e per mettervi in guardia su quello che potrebbe succedere. Il copione e' gia noto e la macchina
e' gia' partita.
Tra qualche giorno le voci
indignate
si smorzeranno. Le parole dure dei tanti giornalisti e commentatori verranno ammorbidite.
Nel giro di una settimana qualcuno osservera' che in fondo cos'e' un morto in confronto a quello che succede nella Formula 1 (o altro sport apparentemente piu' rischioso). In poche settimane si ergera' una cordata bipartisan di politici che medieranno e blandiranno le masse rimaste orfane del proprio amore.
E' gia' successo. Ci hanno narcotizzato altre volte.
Quello che vi si chiede e' di NON DIMENTICARE L'INDIGNAZIONE. Pensate a cosa avete provato quando venerdi' avete saputo che un uomo di legge e' morto a causa di un derby. Coltivate quella rabbia e quel disgusto. Non lasciate che muoia, non perdonate.
Partiamo da qui. Portiamo avanti una rivoluziona silenziosa partendo dal nostro senso della morale. Iniziamo da un'apocalisse personale
.
Chi vi scrive e' indignato per quello che sta succedendo.
Saluti,
Antonio